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C’eravamo conosciuti al buio,
e poi siamo usciti sotto la luna.
Avevo i capelli lucidi,
e ci passavi la mano mentre guardavo il lago.
Era piatto, calmo, quasi apatico
Faceva da specchio e ci rimandava quella poca luce che arrivava attraverso le nuvole.
Ero seduta tra le tue gambe,
L’erba era bagnata, gli alberi iniziavano a spogliarsi
E così, anche noi li imitavamo.
Ma non siamo alberi e non sappiamo stare fermi.
Tu te ne andasti in fretta, io di tanto in tanto ripasso davanti al lago
E lo fisso, apatica quanto lui,
Cercando di ricordare il tuo viso, ma non ci riesco.
E per me è strano,
Non mi è rimasto nulla di te, ma solo quella panchina e quella sensazione umida sulle scarpe di quando siamo corsi alla macchina
Forse dimenticai di amare,
Non so,
Una foglia si dimentica dell’albero quando cade?
Pensavo fosse naturale.
10/02/26, 17:21